Zafferano, un concentrato di carotenoidi e di salute

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È una spezia molto preziosa ricavata dagli stigmi essiccati dei fiori Crocus Sativus (ove per stigmi, in botanica, si intende la parte del gineceo che riceve il polline). È preziosa sia per la sua lavorazione, visto che per produrre un chilo di zafferano secco occorrono circa 200 mila fiori che vanno raccolti a mano la mattina, prima che il sole li faccia schiudere, sia, e soprattutto, per la salute.

Questa spezia, infatti, è uno degli alimenti più ricchi di carotenoidi (zeaxantina, licopene e molti alfa beta caroteni): molecole lipofile, cioè che si sciolgono nel grasso, che svolgono un’azione preventiva nei confronti delle malattie cardiovascolari, aiutano a mantenere sana la vista e hanno un effetto preventivo sul tumore del polmone e della bocca. Lo zafferano è inoltre una buona fonte di vitamine, in particolare è ricco di vitamina A, B1, B2, C ed E, ma anche di sali minerali, tra cui soprattutto il potassio e il fosforo. Non mancano poi le fibre, importantissime per il benessere della microflora intestinale e quindi del sistema immunitario.

In molti paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente, dove lo zafferano è coltivato da millenni, è considerato curativo per le sue proprietà sedative, antidepressive, decongestionanti, antispasmodiche ed espettoranti. La medicina moderna ha confermato il suo importante ruolo come anti ossidante e per le funzioni digestive: contrasta i radicali liberi responsabili dell’accelerazione dell’invecchiamento cellulare e stimola l’apparato digerente, aumentando la secrezione di bile e di succhi gastrici.

Negli ultimi anni, poi, ha concentrato i suoi studi soprattutto su due dei suoi composti: la crocetina e il safranale. Ad interessare gli esperti sono stati in particolare gli effetti antiinfiammatori, anticonvulsivi e di protezione dall’Alzheimer di questi composti.

Il safranale, inoltre, è un composto organico in grado di influenzare positivamente anche l’attività cerebrale. Per questa ragione si usa in fitoterapia nel trattamento dei disturbi dell’umore come sedativo e antispasmodico. I suoi principi attivi regolando la produzione di alcuni neurotrasmettitori cerebrali responsabili del tono dell’umore (come la dopamina, la noradrenalina e la serotonina), sono in grado di placare l’ansia.

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Giornalista free lance, capo redattrice

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