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Pompelmo e farmaci: una relazione pericolosa

Pompelmo e farmaci: una relazione pericolosa

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Questo frutto in combinazione con alcuni tipi di farmaci può annullare i loro effetti benefici o renderli addirittura tossici e perfino letali. A dimostrarlo è una ricerca pubblicata sul Canadian Medical Association Journal

Solo 4 anni fa si pensava che i farmaci che potessero essere “disturbati” dal pompelmo, sia sotto forma di succo che come frutto semplice, fossero solo 17. Oggi invece l’elenco è molto più lungo: i farmaci che, assunti insieme al pompelmo, possono causare effetti collaterali gravi sono infatti almeno 83, e molti di
questi sono prescritti anche per malattie gravi.

Sono farmaci antitumorali, cardiovascolari, gastrointestinali, antibiotici, immunosoppressori, statine, antipertensivi, farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale e sul tratto urinario. Secondo gli ultimi studi, basta consumare anche un solo bicchiere di succo di pompelmo nell’arco della stessa giornata in cui si assume un farmaco di questo tipo, per scatenare diversi effetti collaterali, che possono variare in base al principio attivo e alla sensibilità soggettiva della persona. Con il farmaco per ridurre il colesterolo simvastatina, ad esempio, è sufficiente un bicchiere di succo una volta al giorno per tre giorni per vedere un incremento del 330% della concentrazione di farmaco nel sangue. Ma l’assunzione di una pillola con un bicchiere di succo di pompelmo non può solo aumentare la potenza del farmaco di 5-10 volte, può anche annullarne gli effetti benefici o arrivare a provocare un’ insufficienza renale o respiratoria, sanguinamento gastrointestinale, tossicità su reni e midollo osseo.
In più, se frutto e farmaco vengono presi per tre giorni consecutivi, allora la reazione può risultare anche fatale.

La ricerca che ha fatto luce su questa combinazione pericolosa è stata pubblicata sul Canadian MedicalAssociation Journal.
David Bailey, il coordinatore dello studio, ha commentato che l’aumento del numero di farmaci dannosi per la salute in combinazione con questo frutto, può essere spiegata con l’arrivo in commercio di nuovi principi attivi e di diverse formulazioni.
Già si era a conoscenza dell’ interferenza esistente, ma l’aumento del numero di farmaci nella black list ha fatto ulteriormente accendere i riflettori sulla questione, anche in considerazione del fatto che il consumo di questo frutto è molto diffuso, viste le sue proprietà come prezioso antiossidante.

All’ inizio la scoperta della “relazione pericolosa” avvenne quasi per caso: Il succo di pompelmo, infatti, era stato scelto per mascherare il sapore dell’ etanolo in uno studio il cui obiettivo era valutare gli effetti dell’ alcol sulla felodipina, un calcio-antagonista diidropiridinico, analogo della nifedipina. I ricercatori però si accorsero subito che gli effetti indotti dalla felodipina sulla pressione arteriosa, sulla frequenza cardiaca e sul rischio di ipotensione ortostatica, erano molto più marcati nei soggetti a cui era stato aggiunto il succo di pompelmo nonostante il fatto che i dosaggi di felodiopina utilizzati fossero quelli abituali. In presenza di succo di pompelmo le concentrazioni plasmatiche della felodipina risultarono ben 5 volte maggiori.

Ulteriori studi, poi, dimostrarono che l’interazione pericolosa tra il frutto e questi farmaci è dovuta alle furanocumarine che bloccano in modo irreversibile un enzima che si trova a livello gastrointestinale, inattivando molti farmaci. Questo composto, inoltre, non si trova soltanto nel pompelmo, ma anche in altri agrumi come le arance amare usate nelle marmellate, o il lime.

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Giornalista free lance, capo redattrice

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