Medicina di base, di fiducia, di famiglia.

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L’ appello di un medico ai colleghi

“Ma ne ha parlato col suo medico di base?͟” e la risposta è sempre la stessa. ͞Ma no! Quello serve per le ricette!͟Raccogliamo le continue lamentele di pazienti che vivono il medico di base come un passacarte, uno che il sistema ti obbliga a frequentare per avere una visita specialistica, degli esami, l’esenzione dal ticket, un presidio protesico, non un professionista dal quale si va per una diagnosi ed una terapia, un Medico.

Aver studiato tutti quegli anni, avere anche una specializzazione, ed essere considerato un mediatore della gestione amministrativa non si può sopportare!

Sembra un luogo comune, ma continuano ad uscire studi dai quali emerge che il 50% dei pazienti va dal medico di base per farsi fare una ricetta, il 30% per un consulto preventivo, il 20% perché è obbligatorio per fare una visita specialistica, e nell’insieme l’85% dei pazienti non si aspetta di venir visitato dal proprio medico di base ed è questa la lamentela più grande.

Se non si vuole passare per il medico di base, non resta che il Pronto Soccorso. Alcuni lo considerano una scorciatoia per un servizio specialistico di urgenza (dati Istat), ma qui bisogna aver fortuna, perché spesso le attese sono lunghe per un codice bianco!

Su 10 persone che arrivano al pronto soccorso, 6 tornano a casa con un consiglio o un blando rimedio farmacologico. Dei rimanenti 4 pazienti, 2 vengono ricoverati per accertamenti e vanno poi a casa nei due o tre giorni successivi e 2 rimangono ricoverati.

Se ne deduce che un’accurata visita del medico di base avrebbe prodotto lo stesso effetto, evitando di intasare il Pronto Soccorso e diminuendo la spesa sanitaria, contribuendo a far capire al cittadino che non è il pronto soccorso il luogo dove si affrontano situazioni che non mettono a repentaglio la vita.

Al medico che non ha più voglia di impegnarsi occorre ridare ruolo e riconoscimento sociale e ricordare che il suo non è un mestiere, ma una professione nobile che richiede sacrificio di sé.

Bisogna tornare a dedicarsi alle persone anima e corpo e pretendere nel contempo il rispetto della propria professione. Nessuno deve più permettersi di utilizzare la parola ͞medico͟ con tono dispregiativo.

Dall’altro lato al medico che vorrebbe sempre compiere il proprio dovere al meglio, ma non si vede riconosciuto, ricordiamo che il suo obiettivo non può essere la riconoscenza immediata da parte del paziente, illusione che porta a delusione, ma al massimo un ricordo, perché, appena riacquistata la salute, sono pochi quelli che si prendono la briga di mandare un biglietto o fare una telefonata al proprio medico.

Io ricordo benissimo il mio medico di base (ma perché usare questo termine? Lui era il medico della mia famiglia!) che se, incontrandomi per la strada mi trovava un po’ sciupato, non ci pensava due volte a chiamare a casa, dicendo che forse era il caso di fare al bambino una bella curetta a base del solito BeTotal che, soprattutto in primavera, non si negava a nessuno .

Non so quanto potesse far bene il BeTotal, ma la sua attenzione ne faceva molto. E’ quella stessa attenzione che il malato vuole ancora oggi dal suo medico, perché il malato vuole poter aver fiducia nel suo
medico, vuole che si ricordi di lui, dei suoi malanni, della sua famiglia, vuole la relazione ed è sul livello della relazione che medico e paziente devono incontrarsi, perché soltanto nella relazione il medico mette alla prova la sua competenza e il suo essere uomo.

Aver fatto diventare il medico di fiducia un prescrittore di visite specialistiche e un supervisore della spesa sanitaria è un reato contro la professione.

Il medico deve ritornare a svolgere la sua professione come una missione. Riprendetevi , colleghi di base, non pensate soltanto al contratto nazionale, lasciate perdere i sindacati e siate più medici! Scegliete ECM dove si impara a fare un elettrocardiogramma, cosi evitate di mandare un vostro paziente al Pronto Soccorso per un’ ernia iatale! Prendetevi una macchina ecografica, cosi potrete giudicare da soli se è il caso di mandare il paziente con una colica epatica dal chirurgo.

Rimettetevi a studiare segni e sintomi per chiarire i vostri dubbi diagnostici; insomma basta corsi di aggiornamento ECM organizzati dalla vostra ASL su ͞come gestire la spesa sanitaria͟ !

Ricominciate dalla semeiotica, sorprendete il vostro paziente con un esame obiettivo fatto bene, auscultatelo, palpatelo, percuotetelo, recuperate l’orgoglio della vostra professione e andatevi a riprendere il ruolo che il medico aveva nella società, altrimenti nel tempo i pazienti faranno a meno anche di voi e sarete sostituiti da un computer.

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About Author

MD, PhD, Medico Chirurgo, Endocrinologo, Psiconcologo, Neuropsicologo, Direttore Scientifico di Cerifos

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