Libere università, accademie, scuola di alta formazione: chi può erogare diplomi e master?

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Libere università, accademie, scuola di alta formazione: chi può erogare diplomi e master? Guidati da un’esperta del Miur ci inerpichiamo nel fitto ginepraio della formazione superiore per capirci di più

Che differenza c’è tra i corsi di perfezionamento e i corsi per master. Cosa è una libera università? Chi può rilasciare un diploma? A volte, diciamolo pure, il settore formazione sembra una fitta giungla in cui il cittadino rischia di essere abbagliato da dizioni che lasciano intendere ciò che poi non è. Nel settore medico e sanitario la cosa è particolarmente evidente e induce in errore coloro i quali sono disperatamente alla ricerca di un ͞titolo͟Fa chiarezza sull’argomento la dottoressa Vanda Lanzafame, dirigente della Direzione generale per lo studente, lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore.

Che differenza c’è tra corsi di perfezionamento e corsi per Master?

Entrambi sono corsi post-laurea di alta formazione finalizzati allo sviluppo di specifiche competenze professionali, ma naturalmente ci sono differenze: i corsi di perfezionamento sono corsi di alta formazione finalizzati all’acquisizione e allo sviluppo di particolari competenze in determinati settori tecnici e professionali; hanno una durata compresa tra 3 mesi e 1 anno e non danno diritto al conseguimento di alcun titolo. Al termine del corso agli iscritti è rilasciato un attestato di partecipazione con l’indicazione dei crediti (CFU) acquisiti, che devono essere comunque inferiori a 60. I corsi per master universitari, invece, sono strutturalmente più complessi: prevedono obbligatoriamente uno stage, hanno durata non inferiore a un anno, danno diritto al titolo di Master Universitario, nonché all’acquisizione di almeno 60 crediti (CFU). Quindi chi ha una laurea o un titolo equivalente si può iscrivere ad un Master di 1° livello, chi una laurea magistrale o un titolo equivalente, ad un Master di 1° o di 2° livello. I Master universitari possono essere erogati solo dalle strutture accreditate dal Miur. Unica pecca burocratica, se così la si può chiamare, è che, a differenza dei corsi di laurea di primo e secondo livello e dei dottorati, i master possono venire liberamente attivati o disattivati annualmente dagli atenei a seconda delle esigenze e delle richieste degli studenti, cioè non devono essere programmati molto tempo prima, hanno una certa flessibilità, insomma, e questo a volte genera confusione. In più il titolo è spesso abusato. Cioè esistono dei master che sono erogati da enti non accreditati al Miur, ma attenzione perchè in questo caso non sono master universitari e non hanno valore legale.

Cioè, ad esempio, anche le associazioni culturali possono erogare dei master?

Ma non sono master universitari e non hanno valore legale, cioè non lo hanno a fini concorsuali nè professionali. Un master attivato da un istituzione privata scientifica, per fare un esempio, può conferire dei crediti ECM, se approvato dal Ministero della Salute e può valere anche come formazione continua, a cui molte categorie professionali sono obbligate. Nel caso di associazioni culturali può trattarsi di corsi di approfondimento culturale ma, ancora una volta, non sono titoli che hanno valore legale. Il titolo di master in questo momento è il più gettonato; tutti li vogliono erogare, tutti li vogliono frequentare e questo crea confusione per la richiesta elevata che causa un’offerta spesso non conforme né alle leggi, né alle aspettative dei discenti. I master sono stati inseriti nell’ordinamento italiano abbastanza recentemente e hanno anche un diverso valore rispetto ad un master straniero, visto che negli altri paesi il titolo di master è equiparabile alla nostra laurea magistrale e quindi tutto questo spesso ci pone un po’ in difficoltà anche per quanto riguarda l’equiparazione dei titoli stranieri…

Per attivare un corso con l’etichetta “di alta formazione” è necessario essere tra gli Atenei riconosciuti dal MIUR?

Non c’è una protezione del titolo di “alta formazione”, cioè questa viene indicata anche da enti che non sono universitari, ma in questo caso i documenti finali che rilascia non hanno valore legale, non a fini concorsuali o professionali. Per il MIUR l’Alta Formazione è sinonimo di alta formazione universitaria. Come ad esempio lo sono il conservatorio o l’Accademia delle Belle Arti. Per sapere se un ente, accademia o università, può rilasciare un titolo con valore legale, si può andare sul sito del MIUR www. istruzione.it cliccando “università”.

Un centro di ricerca può rilasciare il titolo di Alta Formazione?

Non esattamente. Un centro di ricerca può consorziarsi con un ateneo o un’università italiana e proporre un corso di dottorato o di alta formazione, ma il titolo deve essere sempre rilasciato dall’Ateneo, tra le strutture accreditate dal MIUR. Un centro di ricerca può dunque collaborare nella parte pratica con le strutture del MIUR che fanno da garante, ma non direttamente rilasciare un titolo e parlo sempre di titoli con valore legale. Tuttavia, ci sono delle norme che consentono agli istituti di ricerca, con determinate caratteristiche, diattivare dei corsi di perfezionamento. La normativa di riferimento è il dpr. 382 dell’80, art. 74.

Chi non è ateneo, può usare questa dizione?

No. Sia la denominazione di Accademia che di Ateneo o Politecnico è protetta. È vietato l’uso di questa etichetta a chi non ha superato la prova di accreditamento presso il MIUR. Qualora il MIUR ne venga a conoscenza denuncia al garante chi fa una promozione ingannevole e un uso illegittimo di questo titolo perché si tratta di una violazione delle norme.

Cosa è una libera università? Può essere un’associazione culturale pura e semplice?

La libera università è un’università privata. Se la dizione è “Libera università Riconosciuta e il nome dell’Istituto”, significa, salvo false etichette, che è un’università privata che, dopo aver seguito un iter di riconoscimento che poi ha portato a un decreto del ministro e alla pubblicazione in gazzetta, è riconosciuta dal MIUR. Per farlo bisogna avere particolari requisiti di struttura e di docenza. Va presentato lo statuto, il regolamento didattico dell’ateneo, insieme ad altra documentazione, che poi viene vagliata dal CUN (Consiglio universitario nazionale) e dall’ANVUR (l’Agenzia per la valutazione del sistema universitario e della ricerca, istituito nel 2012), che sono rispettivamente l’organo interno e esterno preposto alla valutazione. Accreditiamo sia gli istituti sia gli enti sia i corsi. E tutti e tre seguono diversi iter burocratici. (Legge 140 del 2010). L’istituzione di nuove università private avviene ogni 3 anni con l’approvazione di un piano triennale di sviluppo dell’ateneo che va vagliato sempre da questi due enti.

Chi può conferire un diploma alla fine di un percorso formativo?

Per avere un valore legale, sia da parte delle scuole che degli enti universitari, deve essere erogato sempre da un’istituzione riconosciuta dal MIUR.

Possiamo quindi concludere che la legge tutela la dizione di ͞ateneo͟, ͞accademia͟e ͞politecnico͟, mentre non tutela il nome ͞master͟o ͞diploma͟, ͞corso di alta formazione͟o ͞di perfezionamento͟. Quando questi titoli vengono erogati da enti di formazione iscritti al MIUR, essi hanno valore legale. Negli altri casi ci troviamo difronte ad una dizione non proibita, ma comunque inducente in inganno, se non correttamente specificato altrimenti.

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Giornalista free lance, capo redattrice

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