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La mediazione: la strada buona e “civile” per risolvere le controversie da danno medico e sanitario

La mediazione: la strada buona e “civile” per risolvere le controversie da danno medico e sanitario

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Cosa è la mediazione civile? E perché può essere utile a un medico accusato di danno professionale, prima ancora di finire in giudizio? Ne parliamo con l’esperto, l’avvocato Demetrio Calveri, presidente dell’Associazione Professionale A.I.R.A.C. (Associazione Italiana per la Risoluzione Alternativa dei Conflitti) e responsabile della formazione della Camera di Mediazione Nazionale

Gli ultimi dati disponibili, che fanno riferimento allo scorso anno, parlano di circa sei milioni di cause civili all’anno, in Italia. Un numero che, oltre a lasciare di stucco, a leggerlo in trasparenza, fa da specchio alle difficoltà relazionali con cui oggi facciamo i conti un po’ tutti, specialmente nei campi in cui c’è di mezzo il portafoglio, in cui la relazione gioca un ruolo fondamentale e in cui, soprattutto, c’è in ballo la salute di qualcuno, così fertile terreno di scontro. Non a caso, nella top-ten delle controversie a essere protagonisti sono spesso medici e pazienti, schierati su fazioni opposte, proprio come, idealmente, non dovrebbe mai essere. Eppure è, perché nella realtà, evidentemente, qualcosa può andare storto: un’incomprensione, una distrazione o uno sbaglio possono infatti rompere, a volte irreversibilmente, questo equilibrio delicato, con le annesse conseguenze, per entrambe le parti coinvolte, a più livelli, fisico, emotivo e anche legale. In questo senso, la Mediazione civile, assume l’aspetto della via d’uscita, della strada più facile per dimenticare rapidamente l’intoppo e proseguire le proprie vite con maggiore serenità. Cerchiamo di capirne di più.

Avvocato Calveri, cosa s’intende con Mediazione civile?

“Per mediazione civile intendiamo l’attività svolta da un soggetto imparziale, – il mediatore appunto – finalizzata ad assistere due o più soggetti nella ricerca di un accordo amichevole per la risoluzione di una controversia. L’obiettivo è quello di evitare la lite nelle aule giudiziarie, con le comuni conseguenze che ne derivano in termini di costi, spesso elevati, di energia spesa e soprattutto di tempo, e di arrivare ad una ricomposizione bonaria della lite. Si tratta di un istituto piuttosto giovane, introdotto con l’entrata in vigore del D. Lgs. 28/2010, la cui diffusione, però, è già capillare: soltanto il nostro organismo, la Camera di Mediazione Nazionale, infatti, si avvale ormai di oltre 700 esperti mediatori in tutto il territorio che, nelle oltre 180 sedi accreditate al Ministero della Giustizia, si impegnano a dirimere ogni tipo di controversia relativa ai diritti disponibili, mettendo a disposizione competenza, strutture e personale per risolvere in via stragiudiziale il contenzioso”.

Per quali tipi di controversie è utile?

Oggi la mediazione deve essere esperita, a pena di improcedibilità, nei casi di controversie relative a diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di azienda, contratti assicurativi, bancari e finanziari, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria, da diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di pubblicità e condominio. Questo significa che prima di rivolgersi al giudice, se l’oggetto della lite riguarda le materie su indicate, è obbligatorio cercare di dirimere la controversia avvalendosi del Mediatore. Si stima, infatti, che siano fra 900.000 e 1.000.000 le liti civili che quest’anno dovranno Dzpassaredz obbligatoriamente per la mediazione.

Quali vantaggi presenta?

Prima di tutto un notevole risparmio di tempo per entrambe le parti,perché per legge il procedimento di mediazione, a differenza di quello legale tradizionale, non può durare più di 3 mesi, (un periodo, tra l’altro, non soggetto a sospensione feriale) e il primo incontro delle parti deve essere fissato entro 30 giorni dal deposito della domanda.Poi, altro aspetto fondamentale, oltre al fatto di poter scegliere un percorso con procedure chiare e definite, libero dalle solite incognite e dall’alea che caratterizza ogni giudizio civile e penale, è che la Mediazione civile consente di gestire le controversie, coinvolgendo sin dall’inizio tutti i soggetti potenzialmente responsabili e instaurando un rapporto che sia il meno conflittuale e il più cooperativo possibile con le controparti. Anche dal punto di vista economico, infine, i vantaggi sono notevoli: innanzitutto i costi della mediazione sono noti fin dall’inizio, in quanto determinati per legge; inoltre l’art.17 del citato decreto, prevede che tutti gli atti, i documenti e i provvedimenti relativi al procedimento siano esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura.È contemplata poi, anche l’esenzione dall’imposta di registro del verbale, entro il limite di valore di 50.000,00 euro, nell’ipotesi in cui si raggiunga l’accordo. Infine, il costo legato alla procedura per cui è previsto un credito di imposta fino a 500,00 euro.

Poniamo il caso di un medico che scopre di essere stato accusato per qualche presunta imperizia: qual è il momento giusto per scegliere la strada della mediazione civile?

“Suggerirei un approccio pro-attivo. Appena il medico o la struttura in cui opera riceve da parte del paziente che si reputa danneggiato, la diffida/lettera di messa in mora, può contattare l’organismo di mediazione. Questo, a sua volta, convocherà la controparte per avviare la procedura di mediazione, nella sede più vicina al luogo di residenza del medico. In questo caso si parla di mediazione proattiva e il nostro organismo prevede facilitazioni e sconti per il personale sanitario che decide di rivolgersi a noi per dirimere le controversie relative a presunte responsabilità mediche-professionalidz.

Si può optare volontariamente per questa via anche per le controversie già in corso?

“Sì, è possibile avviare una procedura di mediazione anche per quelle già pendenti nei tribunali. Peraltro, in qualsiasi grado di giudizio è sempre più frequente il caso in cui il giudice dispone la procedura di mediazione anche a procedimento iniziato. Insomma, la mediazione può essere promossa Dzprimadz, al fine di evitare il passaggio alla fase contenziosa; Dzdurantedz, perché potrebbe risultare conveniente raggiungere un’intesa con la controparte alla luce di particolari elementi (perizie, documenti di varia natura, testimonianze) prima del giudizio sconosciute; Dzdopodz l’emissione del lodo o della sentenza, perché può servire a precisare o modificare concordemente le modalità di esecuzione di quanto stabilito dall’arbitro o dal giudice”.

Se il medico sceglie la strada della mediazione, può fare a meno dell’avvocato?

“Si, scegliendo volontariamente la mediazione, con un taglio significativo dei costi sostenuti per risolvere le problematiche professionali che lo riguardano”.

 

Chi può ricoprire il ruolo di mediatore?

Tutti coloro che hanno una laurea triennale o sono iscritti a un ordine o collegio professionale possono accedere a dei corsi di formazione specifica, al termine dei quali si viene iscritti agli elenchi del Ministero della Giustizia e si può operare come Mediatore. La professione di Mediatore è compatibile con altre professioni e/o incarichi per cui si potrà continuare a svolgere la propria attività (anche pubblica) ed essere chiamati dall’organismo di mediazione a ricoprire questo ruolo in caso di necessità.

I corsi

I corsi di formazione organizzati dalla Camera di Mediazione nazionale, della durata di 50 ore, come stabilito dalla legge, sono fra i più qualificanti e spendibili. Per informazioni, per sottoscrivere una convenzione, frequentare un percorso formativo, per acquisire la qualifica di mediatore o semplicemente per presentare una richiesta di mediazione, consultare il sito internet www.cameradimediazionenazionale.itBOX.

 

I vantaggi della Mediazione civile

Rapidità: l’Organismo organizza il primo incontro entro 30 giorni dal deposito della domanda di mediazione. La procedura ha una durata non superiore ai 3 mesi.

Certezza dei costi: Il costo della mediazione è fissato da tabelle stabilite dal Ministero della Giustizia ed è a corpo, non dipendente cioè dal numero degli incontri necessari.

Elasticità: la procedura può essere adattata dal mediatore e dalle parti in base alle esigenze del caso e non vi è un limite minimo o massimo al numero degli incontri tra le parti in causa e il mediatore.

Riservatezza: il mediatore, le parti, e chiunque prenda parte alla procedura o presti la propria attività per l’Organismo, sono tenuti al più stretto riserbo su tutto quanto avviene durante le sedute. Le informazioni acquisite non possono essere utilizzate nell’ambito di un’eventuale successivo procedimento giudiziale.

Libertà: le parti sono libere di trovare o meno un accordo… Soprattutto sono libere nel ricercare la soluzione che più le soddisfa, senza essere Dzlegatedz alla domanda iniziale.

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About Author

Vera Paola Termali

Giornalista scientifica, direttore responsabile di Medicina di Frontiera

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