Il digiuno secco del Dr. Filonov ad Altai, Siberia

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Diario di un medico di Antonio Miclavez

Arrivato dopo 24 ore di viaggio stressante: un cambio aereo, 5 ore in auto per strade cui evidentemente si sono ispirati i costruttori delle “montagne russe”, 5 ore di fuso orario…. sono stanco.

Inoltre, sono al quinto giorno di digiuno di cui al secondo giorno di digiuno secco (digiuno senza cibo né acqua da bere né acqua per lavarsi, d’ora in poi DS), e la bocca si appiccica, il passo è lento,  ma la mente abbastanza pulita.

In viaggio mi son nutrito di profumi: il limone che mi dava l’hostess, l’aroma di incenso che mi donava la vicina di poltrona sull’aereo. I momenti di sonno sull’aereo sono ricchi di sogni bellissimi, vivi. Barcollo un po’, non cammino proprio dritto, come lievemente ubriaco. Ma provi un improvviso interesse per il fatto che esiste il cibo, soprattutto la frutta, con un senso di gratitudine antico, perso con gli anni: come si fa a non apprezzare ciò che offre la natura? Come si fa a non godere del profumo delle pesche?

Mi ricordo di uno scritto che lessi sulla rivista Slowfood 10 anni fa: Erodoto descrisse l’esistenza di una popolazione, gli Astomi, che non avevano la bocca, ma un ottimo naso. Essi non mangiavano: quando avevano fame, annusavano del cibo che tenevano sempre a portata di mano, in tasca. Se annusavano un cibo velenoso, morivano. Pare non sia una favola o un aneddoto, perché un altro scrittore greco descrisse la stessa cosa. Ed ora ne vivo l’esperienza: nel momento di crisi, annusare una pesca matura è l’esperienza più appagante e saziante che ci si possa immaginare e passa un po’ la fame.

Capisco anche i cuochi imperiali cinesi, che si dice stessero a digiuno per 3 giorni prima di cucinare per gli Imperatori. Difatti il profumo della fetta di limone che mi diede l’hostess del secondo Aeroflot era totalmente diversa dalla precedente; sapeva di fondi di caffé, che evidentemente l’hostess aveva toccato prima di darmi la fettina di limone.

Arrivo alle 11 ore locali.  Il posto è dignitoso, ricorda un paesino carinziano anni 50: casette 100% di legno, letti spartani, wc nei boschi… si parla solo russo, non capisco una mazza, ma  intuisco.

Vado subito in capanna, mi butto sul letto, dormo. Fuori fa caldo, ma io sento un caldo che viene da dentro: è già la crisi chetonica? In effetti, siamo già al terzo giorno di DS.

Mi preoccupo; non sto in piedi, brucia il corpo, gira la testa, la pressione credo sia bassa; perché ho fatto sta cosa? Inoltre ho dimenticato lo sfigmomanometro; ma non ero venuto anche perché avevo scoperto di avere la pressione alta? 160/100 dicono che a 62 anni sia troppo alta; non vogliono più farti fare sport, il cardiologo sogghigna e il farmacista si strofina le mani soddisfatto: un altro malato cronico preso nella rete!

Peccato che la pressione, dopo aver perso in due mesi 5 kg e aver fatto due cicli di 3 giorni di DS, sia già andata a 128/83; che sia un caso? Ma non ero diventato un iperteso per la vita? Rimarrà giusta o appena riprendo peso tornerà su?

Mah, volevo tener duro per 9 giorni, ma se va vanti così non resisto; eppoi ho famiglia e non posso mettermi in situazioni di pericolo. Gira la testa, vedo farfalline blu (strano, le farfalline sono nere o bianche a seconda che la pressione sia troppo bassa o troppo alta, blu oltremare non lo avevo mai sentito).

Passeggiata defatigante: ma che fatica! Il mio Polar mi dà 2 km alla media di 3,2 km/ora: mi hanno superato due lombrichi e una nonna in carrozzina e mi manca il fiato. Faccio la pipì: intorno ai 200 ml; ma se son 3 giorni che non bevo!?! Torno a letto.  Mah, sto DS mi sembra una BOIATA PAZZESCA! E mi viene in mente Paolo Villaggio e dieta nella clinica–carcere del Dr. Kurz! Chi me l’ha fatto fare?

Alle 19 viene a trovarmi Sergej Filonov: dice di fare 5 km a piedi nel bosco adesso, poi di andare a dormire, domattina alle 7 ci sarà una passeggiata scalzi sulla montagna e alle 10 un bel massaggio. In serata, non devo dimenticare i 5 km a piedi, e la mattina altri 5. I giorni seguenti riuscirò a farne 2 al massimo. Guardandomi, dice che ho 3 problemi di salute e punta al fegato. Poi mi dirà che è il rene sinistro, il fegato e la prostata.

Mah, vediamo domani, adesso mi avvio alla camminata. Viva la medicina alternativa! Viva le sorprese!

Alle 20 parto per la passeggiata, ma trovo al tavolone delle riunioni Filonov che chiacchiera con una decina di pazienti.

Per fortuna ci sono un paio che parlano inglese, per cui ci capiamo. I giorni seguenti invece nessuno traduce e faccio la solita figura dell’italiano scemo che non parla le lingue.

Mi chiede: “quanto pensi di essere sano?”  rispondo: “ 7 su 10” lui replica: “neanche per sogno, sei molto malato e te lo dimostro nei prossimi giorni. Quanti giorni di DS vuoi fare?” rispondo: “9, con 3 di recupero prima di tornare a casa” lui replica: “al terzo giorno ti pentirai di aver iniziato, poi se hai coraggio continuerai, e scoprirai cosa vuol dire aver la testa libera e che una cosa è capire le malattie con il cervello, altra cosa è sentirle col corpo”.

Mi par di intuire cosa intende.

Continua con le spiegazioni, di cui elenco ciò che ricordo: “uno scienziato giapponese ha vinto nel 2016 il premio Nobel per aver dimostrato che il DS aumenta le staminali e quindi la capacità degli organi di rigenerarsi. I bambini dai 3 anni dovrebbero fare un giorno di digiuno solido (bere e non mangiare) una volta alla settimana. Se lo fanno, acquisiscono  una salute d’acciaio. Il DS nei bambini si può iniziare dai 5-6 anni.” Gli chiedo dell’autismo, e dice che è dovuto a intossicazione neurologica ed ha risultati incredibili col DS, portando esempi di pazienti guariti da autismo e da squilibri psichiatrici gravi.

Poi dice di guardare Caren: è venuta al centro magrissima, eppure sta sopportando benissimo il 9° giorno di DS; il viso roseo, il morale ottimo.

A Novembre ci sarà un campus di DS in Bulgaria, e tutti gli italiani interessati potranno venire. Non occorrono visti, in montagna ci sarà fresco, l’Ordine dei Medici non è ostile a questa pratica.

Sono le 20.30, mi incammino per la passeggiata, mi raggiunge col camper Fabio, un italiano di 65 anni, guardaboschi pensionato di Trento. E’ qui da 3 settimane, è diabetico da 30 anni, ed ha fatto da Filonov 7 giorni di digiuno solido ed è al 4° di digiuno secco, arriverà alla fine. Ha crisi di caldo terribili, viaggia con una bottiglia di acqua che raffredda nel frigo del camper che si strofina sulla pancia, sul collo e dove capita, accompagnando il gesto con ululati di piacere.

Accetto una bottiglia fredda e vivo le stesse sensazioni: goduria appoggiando il freddo sulla pancia, sui lombi, sui reni, sul collo. Andiamo a una fonte di acqua deliziosamente gelida, riempiamo 10 bottiglie di acqua e decidiamo di piazzarci domani vicino alla fonte per compensare le crisi di caldo interno.

Sono le 2 di mattina, sono sveglio e scrivo. Il sonno era ristoratore: al risveglio vengono in mente solo cose piacevoli, problemi risolti, opportunità future di fare cose belle: viaggi, attività, invenzioni… recupero vecchi problemi irrisolti, ma la mente continua a dipingerli di rosa: ne vedo solo il lato positivo. E mi rendo conto di quanto l’umore sia dipendente dallo stato fisico.

Riprendo la bottiglia di acqua fredda sul comodino e me la piazzo sulla pancia. Goduria immensa. Ma come fa il digiuno secco generare tanto calore al ventre? Esco a far pipì: altri 200 ml sotto un cielo stellato da urlo del magico Altai. Ma da dove viene la pipì se non bevo da 4 giorni?

Mi vengono in mente i semicupi del Dr. Rosendorf: pancia e genitali nell’acqua fredda per 10 minuti, poi asciugarsi ed aspettare la risposta dell’organismo, che avviene con sensazione di leggerezza, naso libero, abbassamento febbrile.

Mi viene in mente di abbinare i semicupi al DS: che sia una buona idea? Domani con Fabio sperimenteremo. Il problema è che con il DS non si dovrebbe toccare l’acqua….. domani valuteremo.

3°, 4°, 5°, 6°, 7° giorno di DS

Scrivo qualche giorno dopo, ma mi ricordo solo che non avevo la forza di scrivere, giravo come un fantasma come tutti gli altri del DS: chi si buttava per terra dov’era per riposare e far rallentare il cuore che girava al massimo dopo il più piccolo sforzo, chi non usciva dal letto.

Le notti: un incubo, sembrava di essere una fornace che produceva calore all’infinito. Andavo con gran fatica alla fonte vicino al fiume a prendere acqua gelida con cui riempivo bottiglie; iniziavo a piazzarle sul ventre, braccia, cosce, schiena… appena diventavano troppo calde, le cambiavo. Per mantenerle fredde avevo fatto un frigo con trapunte prese in prestito nel villaggio; la notte del completamento del 7 giorno di DS, ne ho consumate una ventina.

Di notte una sensazione indimenticabilmente goduriosa era toccare con la mano il ventre gelido e umido e questo tutta la santa notte. Sentirsi una caldaia che produce calore dà anche una sensazione di efficacia, di potenza: da dove prendevo l’energia termica per scaldare 40 litri di acqua gelida?

Filonov rideva e diceva che era un bene: i grassi “cattivi” stavano bruciando e andando in acqua: per scendere nel particolare, diceva che l’idrogeno dei grassi si combinava con l’ossigeno dell’aria, per diventare innocua H2O.

Ogni tanto, quando le scalmane venivano calmate dall’acqua fredda, venivano 30 o 60 minuti di sospirato sonno, ma il risveglio dovuto al cocente corpo era inesorabile: e giù altro refrigerio!

La sindrome del ghiro

Interessante fenomeno è la sindrome del ghiro: durante il DS vengono delle voglie difficilmente contenibili che nel paziente rigoroso si trasformano in acquisizione di cibo e acqua per i tempi che verranno. E così il sottoscritto ha comprato segretamente al 4° giorno delle deliziose albicocche che riempivano di profumo la stanza, i miei vicini di capanna hanno nascosto 3 angurie sotto il letto, altri hanno nascosto bottiglie di acqua di fonte nell’armadio…..

Fine del DS, 8° giorno

Peso: 72,5; ero partito da 80. Alle 7 stamattina ho deciso di uscire dal DS; volevo fare 9 giorni, ma sono cucinato, non ce la faccio più.

Alle 8 mi danno dell’acqua calda (quella fredda darebbe brividi di freddo), ma devo inghiottirla a piccoli sorsi: la gola arsa è troppo infiammata. Verso le 12  il caldo cocente interno non si fa più sentire, ma la stanchezza rimane, mentre la mente diventa meno confusa: pare ci vogliano altrettanti giorni di recupero: 7 giorni di DS, 7 giorni di recupero.

Durante la prima fase del DS non si smette di sputare: una saliva bianca, appiccicosa, quasi secca. Fra i denti si sente sabbia; chiedo cosa sia e Filonov dice che le calcificazioni si stanno sciogliendo dal corpo; dalle arterie, dagli osteofiti, dai calcoli renali ed epatici; da tutti i luoghi cioè in cui il calcio fa danni. Gli ultimi giorni, non si riesce neanche a formare saliva; le labbra si desquamano, la bocca si appiccica, non si arriva a parlare, se non con gran fatica.

La mente è confusa, si dimenticano le cose in giro; visi pallidi, occhiaie da ultimo stadio, degli zombi.

Prima passeggiata stamattina, ore 9: 500 metri a 1,2 km/h;

Seconda passeggiata, ore 17: 1200 metri a 3,2 km/h.  Miglioro!

Nel mezzo c’è stata un’ottima anguria, un drink acidissimo fatto con latte fermentato con erbe locali  e basta.

L’energia è migliorata, il polso si è calmato, le labbra sono a posto. La vista non è migliorata per nulla: pareva fosse uno degli effetti più frequenti, vediamo alla fine del recupero.

Animalisti… Achtung!

Nel DS si utilizzano api e sanguisughe appositamente per scopo terapeutico; vengono sacrificate per il bene del paziente. Come funziona? In un bicchiere ronzano 50 api incazzatissime che vogliono soltanto uscire; e difatti escono, ma ad una ad una prese da pinzette che delicatamente le appoggiano col deretano sulla pelle del paziente. L’ape fa la cosa che le viene meglio in quel momento: punge. Peccato che l’intestino venga strappato con il pungiglione, e l’ape kaputt.

Per le sanguisughe il destino è simile: vengono tenute in bocce di vetro immerse nell’acqua,  a digiuno. Vengono prese da mani esperte e appoggiate sulla zona della pelle in cui si vuole che mordano; se non lo fanno ci si aiuta con degli aghi che bucano la pelle. La bestia si attacca, succhia a più non posso finché  diventa una palla nera; a questo punto molla perché sazia, e finisce nel cestino. Il sanguinamento continua per mezza giornata, poiché mordendo le sanguisughe emettono un anticoagulante che rallenta la chiusura dei fori dei denti; bisogna girare con delle garze.

Volendo fare la procedura a casa, una volta acquisite non so dove, si utilizzano; ma, invece di gettarle, le si mette in una boccia piena d’acqua coperta con una garza; ogni settimana si cambia l’acqua ma non occorre nutrirle; dopo qualche mese, ovvero quando sono belle magre, si riutilizzano sullo stesso paziente. Pare che la sanguisuga abbia memoria del benefattore che le ha donato il sangue, e gli crea enzimi benefici.

9° e 10° giorno

Finito il DS, si rimangia lentamente solo cose cotte e calde; le forze tornano lentamente, l’umore anche.  Fra 2 giorni rientro a casa, era ora; Altai è molto bello, ma mi viene da rivalutare le malghe della vicina Carinzia o le Dolomiti, veramente spettacolari e con qualche Torta Sacher in più.

Terapia di mantenimento: per 2 mesi soltanto  non mangiare carne; poi 1 giorno la settimana di DS, 3 giorni al mese DS e una settimana all’anno DS.

Come tutti i Guru di una materia, con il Dr Filonov non c’è molto spazio per alternative…. Pantellini che ho assistito durante decine di visite finiva sempre con Ascorbato di Potassio, Hamer trovava nel conflitto l’unica causa del cancro, la medicina ufficiale trova solo nei suoi libri le risposte; e così Sergej Filonov ha la soluzione per tutto: il DS.

Ed ha probabilmente ragione, poichè questa branca della medicina, a quasi tutti sconosciuta, risveglia quella Vis medicatrix naturae che, a forza di avvelenarci, si è affievolita.

Filonov la spiega così:  le scalmane come reazioni nucleari che portano alla combustione delle tossine; forse è vero. E ogni discorso finisce li.

Che benefici ho avuto ?

Per ora, una consapevolezza delle cose importanti: la mancanza di cibo e d’acqua innescano meccanismi di sopravvivenza per cui si tende a sfrondare le cose inutili; mi rendo conto di progetti senza successo che seguo da anni, di ore negate a moglie e famiglia, del fatto che avrò solo 20 inverni da vivere e del desiderio intenso di apprezzare ciò che ho… prevedo cambiamenti al mio rientro, chissà se riuscirò a realizzarli.

Il fisico si sente ovviamente più leggero ma più debole; gli ottimi massaggi, le api, le manipolazioni con il miele hanno indubbiamente aiutato a rilassare il fisico. Aspettiamo la restitutio ad integrum: pare avvenga entro 21 giorni.

Costo

960 € il volo da Venezia compreso parcheggio, il taxi da Bernoul alla sede con il Folle Andrey di 150 kg è compreso nel soggiorno, mentre ogni giorno tutto compreso costa 80€.

Sul posto ho speso 100€ per regalini vari, totale 1860 €. Fregatura cambio aeroporto di Mosca, regalini vari: 2.000€ circa.

E’ valsa la pena?

Direi di si; scoprire un lato così sconosciuto della fisiologia umana è indubbiamente un Must del medico coscienzioso. Come fa la Medicina nel 2018 a dichiarare ancora che il massimo che si può resistere senza acqua è un giorno? Come mai nessuno parla dei fenomeni di ipertermia (definiti “crisi chetoniche” da Sergej) che permettono al corpo di resistere 12 ore di notte al ricambio continuo di borse di acqua gelata sul ventre? Come mai è sufficiente bere un bicchiere di acqua per interrompere la sensazione di caldo cocente?

Consigli per gli interessati

Il percorso fatto ad Altai è indubbiamente “strong” e non tutti penso lo sopportino.

Il paziente Italiano che di solito è piagnucoloso ed ha bisogno di attenzione qui avrebbe da ridire.

E difatti il Dr. Filonov non cerca pazienti extra-russi; quelli che parlano il cirillico gli bastano e avanzano, non fanno troppe domande e soprattutto non in inglese, lingua non molto apprezzata.

Quando verranno i miglioramenti? – chiede timidamente una partecipante. “Abbi fede e pazienza: dopo un DS, 2 o 3…… improvvisamente ti sentirai rinata” è la risposta del Dr. Filonov.

Risposta giusta, dovrei imparare a darla anch’io…….

Sviluppo del DS

Cercherò di fare foto termografiche dei pazienti, tenendo in evidenza le parti malate.

Applicando il DS, verso il 3° giorno dovrebbero evidenziarsi zone di ipertermia nelle aree malate.

 

 

 

 

 

 

 

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About Author

Vera Paola Termali

Giornalista scientifica, direttore responsabile di Medicina di Frontiera

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