Curcumina e quericitina: il protocollo targato CERIFOS per la prevenzione delle MALATTIE ONCOLOGICHE

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Sembrano uno scioglilingua a dirsi insieme, ma a braccetto queste due droghe danno vita a una formulazione titolata per purezza al 99% chiamata Cucume che costituisce oggi il nuovo protocollo di prevenzione delle malattie oncologiche, messo a punto dal Centro di Ricerca e Formazione Scientifica Cerifos, in partner con ricercatori tedeschi. Le proprietà della curcumina sono note già da secoli se si pensa che in India, questa droga è utilizzata almeno da 6000 anni come medicina, cosmetico, oltre che spezia e colorante e anche la medicina ayurvedica le attribuisce numerose proprietà, oggi confermate dalla scienza moderna (la Food and Drug Administration la classifica sostanza GRAS ovvero ͞Generalmente Riconosciuta Sicura͟).
Si tratta, infatti, del principale componente biologicamente attivo del Turmerico (che appartiene alla famiglia delle Zingiberacee, di cui fanno parte anche lo zenzero e il cardamomo). L’estratto standardizzato contiene il 95% di curcuminoidi che, a differenza di molti altri antiossidanti sono in grado sia di prevenire la formazione di radicali liberi, sia di neutralizzare i radicali liberi già esistenti, per cui, a causa di questa duplice attività, sono considerati efficaci bioprotettori. «La proprietà antiossidante della Curcumina è 300 volte superiore a quella della vitamina E» spiega il dottor Samorindo Peci, endocrinologo, direttore scientifico di Cerifos e padre del nuovo protocollo di prevenzione oncologica tedesco. «Ma non solo: la curcumina ha mostrato anche di possedere proprietà anticoagulante, antitrombotica, antipertensiva, antinfiammatoria, antidiabetogena, ipocolesterolemizzante, antivirale ed epatoprotettiva e soprattutto si è dimostrata capace di inibire in vitro le cellule tumorali» chiarisce.

La curcumina, infatti, è in grado di distruggere di impedire la replicazione e la diffusione delle cellule tumorali, come già rese evidente negli anni ’80 lo studio del Prof Bharat Aggarwal. «Da allora sono stati condotti centinaia di studi e secondo la comunità scientifica la curcumina è utile almeno in 8 tumori: polmoni, bocca, colon, fegato, rene, pelle (melanoma), mammella e leucemia, mala sua azione difensiva si è evidenziata in tutte le forme tumorali conosciute e, in associazione alle terapie oncologiche classiche, potenzia l’azione dei chemioterapici normalmente utilizzati».

L’approfondimento:

ALCUNI STUDI SULL’AZIONE DELLA CURCUMINA CONTRO IL CANCRO

Cancro alla bocca

Uno studio è stato condotto a Srikakulam, nel distretto dell’Andhra Pradesh, su donne che praticano il Dzreverse smokingdz (fumare tenendo in bocca la parte accesa della sigaretta), che provoca un’ alta percentuale di tumore della bocca. La spennellatura di curcuma nelle guance si è dimostrata un’ efficace prevenzione del tumore.

Cancro del colon

L’effetto positivo della curcumina su questo tumore è stato dimostrato da studi di laboratorio. Recentemente si è visto che la curcumina ha un’azione specifica sulla neurotensina, ormone gastrointestinale strettamente legato alla produzione di una proteina infiammatoria coinvolta nella genesi e nella metastatizzazione del carcinoma del colon. Circa un terzo dei tumori del colon hanno recettori per questo ormone. Secondo i ricercatori, la curcumina potrebbe essere un valida ausilio nella prevenzione e nella cura di questa forma tumorale.

Cancro al colon

È il tipo di tumore su cui la curcumina sembra essere più efficace. L’ipotesi si basa sull’osservazione che questa sostanza riduce i livelli di un enzima chiamato cicloossigenasi-2 (COX-2), responsabile della produzione di molecole che provocano l’infiammazione (l’aspirina e i celebri antinfiammatori Celebrex e Vioxx sono degli inibitori di questo enzima). Questa proprietà potrebbe avere un effetto benefico sul cancro al colon, infatti studi realizzati finora indicano che questi antinfiammatori potrebbero ridurne la frequenza. A questo proposito, un recente studio sugli effetti della somministrazione per via orale della curcumina mostra una riduzione notevole delle molecole infiammatorie liberate dalla COX-2 nel sangue dei soggetti osservati. Questo effetto è estremamente interessante, soprattutto alla luce dei recenti risultati che mostrano come gli antinfiammatori sistetici svolgano effetti secondari che potrebbero limitare il loro utilizzo futuro ai fini della prevenzione del cancro al colon. Per esempio, prendendo come modello i topi transgenici che sviluppano spontaneamente dei polipi a livello del tratto gastrointestinale, un fattore di rischio importante per il cancro al colon, la somministrazione di curcumina è stata in grado di bloccare in modo significativo (40%) lo sviluppo di questi polipi, impedendo che degenerino in tumori veri e propri. Sembra quindi che l’integrazione della curcumina delle dieta di persone già colpite da questi polipi possa contribuire a evitare che degenerino in forme tumorali.

Cancro del pancreas

Sulla base degli studi condotti in laboratorio, i ricercatori sono convinti che la curcumina potrebbe essere d’aiuto nella prevenzione e forse anche nella cura di questo temibile tumore, verso il quale la medicina è totalmente disarmata. Melanoma Studi di laboratorio hanno dimostrato che la curcumina provoca l’apoptosi (una sorta di suicidio cellulare) delle cellule del melanoma.

Cancro del polmone

Sono stati dimostrati effetti positivi della curcumina su cellule tumorali in vitro.

Cancro del fegato

Sono stati dimostrati effetti positivi della curcumina su cellule tumorali in vitro.

Cancro della cervice

Un ricercatore del DzInstitute of Cytology and Preventive Oncology (ICPO)dz indiano ha recentemente scoperto che la curcumina protegge dai virus del papilloma (HPV), che possono causare il tumore della cervice dell’utero. I virus HPV necessitano di alcune proteine virali prodotte delle cellule del corpo per potere agire rapidamente. La curcumina impedisce il legame di queste proteine epiteliali con il virus. Alcuni studi clinici (sulle donne) sono in corso.

Cancro della prostata

L’India è il Paese dove si consuma (3-5 g per adulto al giorno) e si produce più curcuma al mondo ed è anche quello con la più bassa incidenza di tumore alla prostata. In un recente studio sui topi si è visto che l’associazione tra fenetil isotiocianati (PEICT, un composto naturale che si trova nelle crucifere (broccoli, cavolfiori, ecc.) e curcumina, ha una notevole azione preventiva sul tumore della prostata. Secondo quanto si legge sulla rivista DzCancer Researchdz in un articolo firmato da un gruppo di ricercatori della Rutgers University, che ha sede del New Jersey, la curcuma avrebbe un notevole importanza nella prevenzione e nel trattamento dei tumori della prostata. L’effetto protettivo sarebbe altresì evidente
quando essa è associata al fenetil isotiocianato (PEITC), una sostanza presente in alcune verdure come i broccoli, il crescione, la barbarea, i cavoletti di Bruxelles, la rapa, il cavolfiore, il cavolo comune e il cavolo rapa. Si tratta di test effettuati sui topi, ma il risultato è comunque interessante, non solo in termini preventivi ma anche per il trattamento di tumori della prostata già diagnosticati.La portata di questo studio si può comprendere pienamente considerando la prevalenza e l’incidenza che ha attualmente il carcinoma della prostata nei paesi industrializzati, e soprattutto negli Stati Uniti, dove si hanno circa 500.000 nuovi casi ogni anno. Nuovi farmaci si rendono necessari anche tenendo conto che tale neoplasia risponde poco agli agenti chemioterapici e alla radioterapia.

Cancro esofageo

La curcuma, avrebbe potere anti-cangerogeni contro le cellule tumorali del cancro all’esofago. Questo è quanto viene fuori da una ricerca di laboratorio condotta presso il Cork Cancer Research Centre, a cura della prof. Sharon McKenna e pubblicata sul British Journal of Cancer. Infatti le radici polverizzate giallo-ocra della curcuma, l’ingrediente principale del curry, possiedono proprietà antiossidanti e fluidificanti del sangue. Inoltre la curcuma effettua una buona azione antinfiammatoria sul tubo digerente oltre a svolgere la funzione di antispasmodico dei muscoli dell’apparato gastrointestinale Gli scienziati hanno sottoposto le cellule tumorali a trattamento con curcumina, componente chiave della curcuma, in 24 ore le cellule cancerogene iniziavano la loro lenta distruzione. Già precedenti studi scientifici avevano suggerito che la curcumina sia in grado di combattere i tumori e che le persone che mangiano molto curry potrebbero essere meno soggette alla malattia, anche se la sostanza perde velocemente le sue qualità quando viene ingerita. Secondo Sharon McKenna, principale autrice dello studio, i dati indicano che la curcumina potrebbe essere impiegata per sviluppare farmaci terapeutici. Sono più di mezzo milione ogni anno le vittime del cancro esofageo in tutto il mondo. Si tratta di un tipo di tumore con un alto tasso di mortalità. La sopravvivenza a cinque anni si attesta tra il 12 e il 31%. Secondo i ricercatori, la ricerca apre ora la strada a nuove interessanti terapie farmacologiche in grado di dare una speranza al mezzo milione di persone che ogni anno sono vittime del cancro all’esofago, uno dei più aggressivi e che lascia poche speranza di sopravvivenza. La dottoressa coordinatrice dello studio, Sharon McKenna, ha spiegato come si sono svolti gli studi. In pratica, si è osservato che la molecola della curcumina inizia ad agire entro 24 ore dalla somministrazione uccidendo le prime cellule cancerogene e dando avvio un processo di apoptosi. (fonte Artoi)

La quercetina, invece, appartiene alla famiglia dei bioflavonoidi, componenti di molti frutti e verdure, più noti come vitamina C2, vitamina P, flavoni. Questa sostanza haun’attività antivirale, antiinfiammatoria, con azione antispasmodica e immunomodulante. «È particolarmente utile nella prevenzione di perdite di sangue frequenti dovute a vasi sanguigni indeboliti tanto che viene usata nel trattamento delle vene varicose, delle emorroidi, dei crampi notturni ed altri problemi circolatori» chiarisce il dottor Samorindo Peci. «Numerosi studi hanno dimostrato che i bioflavonoidi possono essere usati con successo per un certo numero di problemi ginecologici: possono sostituire efficacemente gli ormoni nelle terapie per curare l’irregolarità dei cicli, i dolori mestruali non causati da danni anatomici, possono prevenire emorragie e aborti, ma soprattutto- spiega- la quercitina è considerata un inibitore naturale di vari enzimi intracellulari. Per tali proprietà è stata estensivamente studiata in campo oncologico sperimentale, nella delucidazione dei meccanismi di proliferazione cellulare e della cancerogenesi ed è oggi impiegata nella terapia delle leucemie». Come attesta una ricerca dell’Istituto di scienze dell’alimentazione del Consiglio nazionale delle ricerche di Avellino (Isa-Cnr), pubblicata dal British Journal of Cancer la quercetina appartiene a quell’ampio gruppo di molecole di origine vegetale (fitochimici) con attività chemio-preventiva: la
molecola, cioè, è capace di bloccare il processo di trasformazione di una cellula normale in tumorale, oppure di invertirlo se esso è già in atto.

«È stato dimostrato che la quercetina è efficace in cellule tumorali di pazienti affetti da leucemia linfocitica cronica (LLC). In tali pazienti, la molecola è in grado di rendere vulnerabili al trattamento farmacologico con chemioterapici cellule isolate dal paziente che prima non lo erano» commenta il dottor Peci. «La quantità di quercetina assunta giornalmente con la dieta (25-30 milligrammi) però è molto lontana dal poter svolgere una qualsivoglia attività biologica. Anche dopo un pasto ricco di alimenti contenenti la molecola, le concentrazioni ematiche sono troppo basse per giustificare l’attività antitumorale, che, invece, è associabile all’assunzione di altri farmaci naturali». Il protocollo per la prevenzione oncologica messo a punto da Cerifos ha quindi unito le preziose proprietà di queste due sostanze per arrivare ad una formulazione titolata per purezza al 99%. «Questa formulazione si chiama cucume» spiega Samorindo Peci. «Ho condotto le mie ricerche nei laboratori tedeschi e dai primi risultati oggi disponibili posso parlare di una sostanza dagli effetti terapeutici straordinari. etc.. etc.. (qui serve una piccola integrazione… per spiegare un po’ meglio i risultati, gli esperimenti condotti.. ) .

Curiosità

DOVE SI TROVA LA QUERICITINA NEGLI ALIMENTI

Alimenti particolarmente ricchi di quercetina sono: *uva rossa e vino rosso *cappero (è la pianta che ne contiene la maggior quantità rispetto al peso) *cipolla rossa *the’ verde *mirtilli *mele *propoli *sedano

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Giornalista free lance, capo redattrice

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